domenica 21 aprile 2019

segnatevi la data...15 Giugno 2019







































Il 15 giugno 2019 alle ore 11 abbiamo il piacere di invitarvi alla presentazione del libro "Vittoria!" che racconta la vita e soprattutto analizza tutte le invenzioni di Tommaso Nieddu e della ditta F.lli Nieddu.
Sarà allestita una esposizione "flash" nell'arco della mattinata, di biciclette e prodotti, ad esemplificare la produzione nell'arco degli anni, attraverso i marchi "Vittoria" "Cervino" "Nitor" "Nieddu"

martedì 8 gennaio 2019

21 Febbraio 2019 vi aspettiamo!!

Come specificato nel volantino, il 21 Febbraio 2019 alle ore 21 presso le Officine Creative del Cecchi Point, in via Cecchi 17 a Torino, ci troveremo per ascoltare una "lezione" tenuta da uno dei più anziani e stimati collezionisti di Torino, Piero Vercellino.
Speriamo che l'argomento possa incontrare l'interesse di molti appassionati, sarà una bella occasione per potersi trovare tra amici ed appassionati, vi aspettiamo!     

sabato 5 gennaio 2019

La bici di Tommaso Nieddu !!!

Questa che oggi vi presento è una bicicletta piuttosto eccezionale; è l'ultima bicicletta appartenuta a Tommaso Nieddu .
E' un mezzo che racchiude le sue ultime creazioni (anche se non smise mai di fare prototipi e prove sui materiali e sui cambi ) datate primissimi anni 50
Come racconto nel mio libro"Vittoria!"alla bella età di settantasei anni, essendo stato per tutta la vita un ciclista praticante, Tommaso con questa bicicletta fece il viaggio da Torino a Roma in soli tre giorni!


Decal "Nieddu Torino" marchio depositato






Cambio posizionato inusualmente, ma dotato di struttura a parallelogramma deformabile


           Bloccaggio rapido a levette con forcella anteriore dedicata





Comando a doppia azione, con cui si puo azionare sia il deragliatore anteriore che il cambio. Un'idea forse ancora un pò grezza ma che adeguatamente sviluppata avrebbe potuto rappresentare un bel salto evolutivo!


 Leve e freni Universal 5501, sterzo Magistroni
Le uniche due parti non coeve della bicicletta sono rappresentati da un manubrio con attacco Cinelli e sella Unicanitor con reggisella Nitor, probabili aggiornamenti degli anni 60 ( la sella Unicanitor è stata la sua ultima creazione a conquistare il mercato, sotto la distribuzione Cinelli, e con questa ha praticamente inventato la sella moderna )

Aldilà dell'importanza del personaggio a cui è appartenuta questa bicicletta mi sembra che la stessa sia molto esemplificativa del fermento tecnico del secondo dopoguerra in Piemonte ed in Italia dove le soluzioni e le invenzioni tecniche si susseguivano senza pausa.

venerdì 7 dicembre 2018

Cambio Osella su bicicletta Barbonaglia!


 Quello che vi mostro oggi è un cambio piuttosto raro, il cambio Osella.
Nato dalla passione ciclistica di un artigiano che aveva una officina meccanica di torni e frese.
Durante la settimana svolgeva il suo lavoro di torneria ma se volevi il suo cambio, ti recavi da lui la domenica mattina e lui te lo montava!
Non ho documentazione relativa ma pare chiaramente un epigono del cambio Cervino, il che lo colloca sul finire degli anni 40. Esempio della magnifica operosità degli artigiani torinesi dell'epoca!


Il cambio è montato su di una bici Barbonaglia, artigiano torinese, che presenta delle soluzioni inusuali, come il freno posteriore basso e la testa forcella Beltramo style.


                                 Comando deragliatore posteriore indicizzato a 4 velocità


Deragliatore posteriore che utilizza una molla a compressione
 

Tendicatena
 



giovedì 8 novembre 2018

Vittoria!!

Dopo "Azzurro Beltramo"mi ero ripromesso di prendermi una pausa nelle mie ricerche ciclistiche, dato anche il fatto che il  lavoro e gli affetti non mi lasciano molto tempo libero.
Ovviamente l'intenzione è stata miseramente smentita dai fatti, con innumerevoli serate passate fino a notte fonda tra i documenti, immagini e pezzi vari.
E' una ricerca durata parecchi anni, ho avuto la fortuna di conoscere la famiglia di Tommaso Nieddu che con i loro racconti mi hanno permesso di farne un ritratto non solo tecnico.
Come dicevo questo volume è interamente opera mia, ricerca, scrittura, fotografia, impaginazione e me assumo meriti e demeriti in toto ( anche perchè riguardando la grafica e le foto, lo rifarei tutto, ma ad un certo punto bisogna pur decidersi...) e spero sopra ogni cosa che serva finalmente ad illuminare con tutti i suoi meriti Tommaso Nieddu, un uomo che ha amato profondamente il ciclismo e che con le sue invenzioni lo ha profondamente influenzato.
Ringrazio tutti gli amici dentro e fuori l'AVP che mi hanno sempre incoraggiato ed aiutato

martedì 16 ottobre 2018

L'inaugurazione del nuovo stabilimento Frejus

Il 16 ottobre 1948, esattamente settant' anni fa, si inaugurava il nuovo stabilimento Frejus in via Buenos Aires 120 a Torino.






Emmo Ghelfi era morto pochi giorni prima e non potè dare il via al suo ultimo progetto.
Dopo una vita dedicata alle biciclette lasciava l' azienda nelle mani dei figli Eraldo ed Enrico.

Parteciparono all'inaugurazione il chierese Mario Ghella, nello stesso anno laureatosi campione olimpionico a Londra nella velocità su pista e campione mondiale ad Amsterdam e il giovanissimo Guido Messina, vincitore della maglia di Campione del Mondo nella specialità dell'inseguimento su pista ad Amsterdam, entrambi portacolori della Frejus.



 Per il marchio torinese iniziava quello che si può considerare il "periodo d'oro", sia per ciò che riguarda i numeri di vendita delle biciclette sia per i successi in ambito sportivo. Dopo le maglie iridate di Ghella e Messina, sotto la guida del direttore sportivo Pierino Bertolazzo nel 1950 arrivò un altro grande successo con la vittoria dello svizzero Ferdy Kubler al Tour ed il relativo lancio delle biciclette modello "Tour de France".


Nel 1951 Kubler conquisterà a Varese la maglia di Campione del Mondo su strada aggiungendo all'albo d'oro della Frejus il 5°titolo mondiale a cui si sommeranno gli altri quattro conseguiti da Messina nel '53, '54, '55 e '56.
 




Partite agli inizi del '900 dal modesto negozio di Piazza Statuto 11 le biciclette Frejus si diffonderanno oltre che in Europa, negli Stati Uniti, nel Sud America e nel Nord-Est Asiatico portando in giro per il mondo i colori della "marca che crea i campioni".


mercoledì 27 giugno 2018

Angelo Boeris !

Ho lavorato per più di dieci anni presso la ditta Boeris di Torino e sopra la mia postazione di lavoro, esattamente sopra la mia testa ho avuto per tutti questi anni questa cosa che vi mostro.
Si tratta di un prototipo che Angelo Boeris, papà del mio datore di lavoro, costruì nei primissimi anni cinquanta partendo dal cambio Campagnolo Parigi-Roubaix, migliorandolo e facendo in modo che cambiasse pedalando. Di fianco pensò anche di inserire un comando che azionasse il deragliatore.
A quanto mi è stato raccontato al progetto si interessò anche Tullio Campagnolo ma la cosa non ebbe seguito, probabilmente per l'uscita sul mercato del cambio Gran Sport.