venerdì 4 settembre 2015

la Classica di Pinerolo !




































Dopo l’ottimo successo di pubblico ottenuto dalla prima edizione ed i lusinghieri riscontri avuti tra i partecipanti, l’ultimo fine settimana del mese di settembre 2015 Pinerolo tornerà ad ospitare il ciclismo d’epoca, con l’edizione 2015 de La Classica di Pinerolo.
Gli organizzatori locali stanno lavorando per portare a Pinerolo un sempre maggiore numero di partecipanti.
Riconfermata la formula che prevede anche quest’anno 2 percorsi base, uno di breve lunghezza denominato Percorso Romantico destinato alle biciclette non da corsa ed i ciclisti poco allenati ed uno medio/lungo chiamato Percorso Sportivo, destinato ai partecipanti più allenati.
Entrambe i percorsi saranno completamente pianeggianti ed andranno a toccare alcuni dei luoghi più suggestivi del Pinerolese, tra castelli, abbazie, vigne, frutteti e parchi naturali.
In coda a questi percorsi, solo i partecipanti che lo desiderano e comunque dotati di bici adeguata, avranno la possibilità di agganciare una vera e propria estensione del percorso che pur non prevedendo un chilometraggio aggiuntivo particolarmente lungo (saranno infatti solo 15 i km
in più), porterà i ciclisti più audaci ad affrontare salite anche piuttosto dure che impegneranno non poco i ciclisti eroici. Non a caso a questa estensione è stato dato il nome di Variante del Grimpeur.
Con La Classica di Pinerolo, queste terre tornano ad ospitare il ciclismo eroico che vuole riproporre le gesta dei grandi corridori del passato che in tutte le epoche hanno frequentato questi luoghi
dove peraltro spesso si sono scritte pagine epiche del ciclismo.
Tutti ricordano le gesta del grande Fausto Coppi che nella tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia 1949, rilegò ad oltre 12 minuti di ritardo grandi corridori come Gino Bartali ed Alfredo Martini.
Molti meno ricordano invece grandi campioni del passato che nativi di queste zone hanno gareggiato e vinto nelle principali corse dei primi decenni del ‘900: gente come Francesco Camusso (vincitore del Giro d’Italia 1931, anno in cui tra l'altro veniva introdotta per la prima volta la Maglia Rosa) e di numerose tappe al Tour de France, o come i fratelli Bartolomeo e Pietro Aimo
(vincitori di numerose tappe al Giro d’Italia e di altre importanti corse tra gli anni ’10 e ’30), ed ancora Luigi Barral corridore nativo della Val Chisone ma assolutamente sconosciuto ai più, che nel 1932 si impose al Tour de France nella categoria dei corridori “isolati” e giunse 9° nella classifica assoluta (“l’isolato” era un corridore non legato ad una casa ciclistica né a una squadra nazionale
che correva senza tecnici, meccanici, massaggiatori); eccellente scalatore si mise in mostra per anni nelle grandi corse dell’epoca ed ancora nel Giro del ‘37 rivaleggiava con Gino Bartali nella classifica riservata ai Gran Premi della Montagna.
La Classica di Pinerolo si svolgerà Domenica 27 Settembre, ma già nel giorno precedente (Sabato 26 Settembre) è previsto un prologo molto particolare. Gli iscritti sempre dotati di biciclette d'epoca, avranno infatti la possibilità di partecipare anche ad una prova di regolarità a cronometro denominata "Crono Senza Tempo" che porterà i partecipanti a misurarsi lungo i viali
sterrati del centro città, dove un tempo avvenivano il passaggio e gli arrivi dei corridori nelle corse
ciclistiche dagli anni '30 agli anni '50.
Ricordiamo che alla manifestazione sono ammesse le biciclette d'epoca da corsa e non e che per
essere considerata tale la bicicletta deve essere stata costruita prima del 1987.
Le iscrizioni alla manifestazione saranno aperte a fine luglio e si potranno effettuare tramite il sito
internet www.laclassicadipinerolo.com oppure dal 1 di settembre presso la sede della Pro Pinerolo
(Piazza Vittorio Veneto 8, orario martedì, giovedì e venerdì 16/18, mercoledì 9,30/11,30).
In occasione della manifestazione Domenica 28 Settembre sono inoltre previsti in area
partenza/arrivo della manifestazione eventi collaterali con musica vintage, esposizioni di auto,
moto e bici d’epoca, mercatino dedicato al ciclismo vintage.
La manifestazione lo scorso anno si era contraddistinta per un clima festoso, con zero agonismo
ma tanta goliardia e tanto divertimento. Quest’anno gli organizzatori vogliono replicare facendo
crescere il numero dei partecipanti. Insomma, ciclismo eroico in salsa piemontese !



Comitato Organizzatore de La Classica di Pinerolo
c/o A. T. Pro Pinerolo – Piazza Vittorio Veneto 8 – 10064 PINEROLO
Tel. 338.5334465 - Fax 0121.374477 – www.laclassicadipinerolo.com - propinerolo@libero.it
CICLOTURISTICA PER BICICLETTE E CICLISTI D’EPOCA

mercoledì 15 luglio 2015

A testa bassa!!

Anche quest'anno è arrivata l'ora di "a Testa Bassa" manifestazione per bici da pista che si terrà al velodromo "Francone" di San Francesco al Campo, nei pressi dell'aeroporto "S. Pertini" di Torino.
Occasione per divertirsi un'intera giornata in pista, ormai diventate molto poche , e scoprire che è veramente divertente viaggiare a pignone fisso.
Eccezionalmente quest'anno apriamo la partecipazione anche a bici corsa strada, ante 1930 rigorosamente senza cambio.
Vi aspettiamo numerosi per divertirci insieme !!!











giovedì 2 luglio 2015

Beltramo modello Asso serie speciale !!!

Da un caro amico, dopo averla vista "dal vivo" ricevo le foto di questa meraviglia che pubblico immediatamente !!

Data di nascita Luglio 1939, numero di telaio 1805, come da titolo mod. Asso serie speciale, oggetto di un restauro conservativo e una ricerca maniacale dei componenti mancanti coevi.

Cambio Vittoria Margherita
Mozzi SIAMT giroruota in duralluminio con galletti SIAMT, ruota libera Vittoria tre velocità a denti ricurvi, disco pararaggi Vittoria

Freni Balilla e la caratteristica saldatura a "basin"....

Curva e attacco manubrio Ambrosio in alluminio con leve freno Universal prima serie
portaborraccia in ferro con relativa borraccia in alluminio


fascette portapompa e parafanghino in alluminio, pompa in alluminio con gonfleur


Pedali con perno alleggerito, puntapiedi Christophe e strappachiodi in alluminio.
Rari i cerchi "Busso- Venaria" da 22mm di sezione, su cui si è fatta la scelta di montare dei tubolari da ciclocross, essendo la cosa più simile a livello di sezione, di quelli utilizzati in quegli anni.
Molto spesso si dimentica che dato le condizioni delle strade, si usavano generalmente tubolari di sezione generosa,28mm a volte anche da 32mm che purtroppo oggi non sono più prodotti.
In conclusione una bella torinese creata da quel genio del cannello che rispondeva al nome di Lino Beltramo.







martedì 5 maggio 2015

in bici per la libertà !!






In occasione del 70° anniversario della Liberazione una pedalata in onore delle Staffette Partigiane e dei partigiani che hanno combattuto per la libertà

Organizzata da Comitato Resistenza e Costituzione del Piemonte , ANPI Provinciale di Torino, Bike Pride Fiab Torino, Turin Marathon e Uisp Torino Redazione, con il patrocinio del Città di Torino

Hanno combattuto per noi, pedaliamo per loro. È il messaggio che vuole esprimere la pedalata “In bici per la libertà” organizzata per domenica 10 maggio, da Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, Anpi, Bike Pride Fiab Torino, Turin Marathon e Uisp, con il patrocinio del Comune di Torino, in occasione del 70° anniversario della Liberazione e per sensibilizzare i cittadini sul ruolo che hanno avuto nel corso della resistenza le staffette partigiane che proprio con la bicicletta compivano i propri spostamenti.

Il ritrovo è alle 15 di domenica 10 maggio, in Piazza Vittorio Veneto a Torino, dove 70 anni prima - il 6 maggio 1945 - si sono tenute le celebrazioni.

La partenza del corteo è prevista per le 15.30

La pedalata è semplice e accessibile a tutti, e non richiede iscrizione.

L’arrivo è previsto per le 16.30 circa in piazza San Carlo, dove si terrà un momento celebrativo con l’intervento di bande musicali.

Qui sarà presente lo stand dell’organizzazione dove sarà possibile per i partecipanti ricevere materiale informativo e la maglietta celebrativa dell’evento.

Il corteo sarà aperto da un mezzo dell’organizzazione che ospiterà alcuni partigiani che avevano preso parte all’evento originale.
Seguiranno le bici d’epoca, restaurate e rimesse a punto per l'occasione, e quindi i partecipanti in bicicletta.

domenica 12 aprile 2015

Luigi Barral

E' con estremo piacere che vi racconto di un atleta di cui ho conosciuto la storia di recente e di cui mi sento in qualche modo conterraneo...
Nacque in val Chisone a pochi chilometri da dove io, molti anni dopo, sono cresciuto durante le vacanze estive.
Luigi Barral


qui di seguito posto l'articolo sulla sua storia preso dal sito http://miniolimpiadi11.eurosoft-web.it/barral.asp  organizzazione sportiva che promuove lo sport in Val Chisone

Luigi Barral nacque a Charjau (Roreto) nel 1907 da Celestino e Maddalena Brun. Crebbe con la passione del ciclismo. Quando, adolescente, doveva recarsi quotidianamente a Villar Perosa per ragioni di lavoro, lo faceva ben volentieri, perché così poteva percorrere tutti i giorni una trentina di chilometri col suo mezzo preferito: la bicicletta.
Quando non era impegnato dal lavoro, effettuava lunghe sgroppate d’allenamento: il giro del Sestriere, le tremende rampe del colle delle Finestre fino a Susa e ritorno, su strade che non conoscevano ancora l’asfalto ed erano cosparse di ciottoli e buche.
Incominciò giovanissimo a correre e, naturalmente, a vincere, perché nella zona era il più forte, particolarmente in salita, ove doveva poi rivelarsi come uno dei più grandi specialisti degli anni ’30 non solo in Italia, ma anche in Ispagna e soprattutto in Francia. Ricordiamo ancora la sua partecipazione al Giro del Sestriere del 1930, vinto da Balmamion, sulla strada Nazionale tutta bruna perché asfaltata di fresco.
Nel 1931 esordì come professionista e vinse, davanti al forte Camusso di Cumiana, suo fraterno amico e  accanito avversario dello sport, il Giro di Campania a tappe. L’anno successivo, in una combattuta ed estenuante Milano-San Remo, si piazzò 5° (era danneggiato nelle volate perché piccolo di statura e leggero di peso). Giunse 3° nella tappa Firenze-Genova nel Giro d’Italia e si piazzò 8° in classifica generale.
Sempre nel 1932, partecipò al Tour de France come isolato. A Parigi risultò 1° in detta categoria e 9° in assoluto. Chi ricorda che cosa significasse “isolato” nelle corse ciclistiche può apprezzare in tutto il suo valore l’impresa di Luigi Barral: l’isolato era un corridore non legato ad una casa ciclistica né a una squadra nazionale, non aveva al suo servizio nessuno: né tecnici né meccanici, né massaggiatori né “domestici”. In quel Giro di Francia del 1932 un isolato percepiva 50 franchi al giorno con cui doveva provvedere a tutto. Ma fu appunto in quell’occasione che il nostro Louî s’impose all’attenzione dello sport internazionale. Ci rammentiamo ancora degli epici duelli tra Barral e lo spagnolo Trueba, i due re della montagna, “La puce italienne et la puce espagnole”, come li chiamavano i giornalisti francesi.
Nel ’33 il “Barralino” dei giornalisti italiani giunse 2°, dietro al “ciclone” Piemontesi, nel Giro di Lombardia. Nel ’34, al Giro d’Italia, si classificò 2° nel Gran Premio della Montagna, davanti al forte e coriaceo belga Verwaeke ed al suo amico Camuso, offrendo così un’ulteriore prova dei suoi mezzi come scalatore. Lo stesso anno giunse, 3° nelle Tre Valli Varesine. Nel ’37, sempre al Giro d’Italia, si piazzò 3° in classifica finale del Gran Premio della Montagna, dietro al “fuoriclasse” Gino Bartali e a Mollo.
Ma forse le sue più fantastiche imprese di scalatore Barral le compì in Provenza, nel corso di gare specifiche. Nel 1932 vinse la scalata al Mont-Faron sulla Costa Azzurra, e poi il Gran Premio di Nizza. Nel ’33 giunse 2° al Mont-Faron, ma nel ’35 rivinse entrambe le corse e s’impose nel Criterium della Turbie. Fu di nuovo 1° al Mont-Faron nel ’37, ed il suo record resistette per ben 15 anni! Il Mont-Angel poi fu “suo” per cinque anni di seguito, dal 1933 al 1937.
Sposatosi con Letizia Toye, una delle più belle ragazze del Roure, si stabilì a Cagnes-sur-Mer, su quella Costa Azzurra dove lui, semplice e modesto come un vero montanaro, aveva mietuto tanti allori sportivi. Abbandonate le corse, continuò ad occuparsi di ciclismo, e quando d’estate tornava al paese per trascorrere qualche giorno nella casa paterna, amava conversare a lungo con gli amici che sapeva amanti, come lui, di quel caro sport che si chiamava ciclismo.
Nel 1961, non potendo più resistere alla nostalgia dell’”ambiente corsa”, riprese a correre nella categoria “veterani”, allenandosi con tutta la scrupolosità di cui era capace il suo forte carattere.
Sventuratamente, il suo giorno fatale giunse troppo presto. Il 21 ottobre 1962 si svolgeva a Charbonnières vicino a Lione, il “Trofeo Vecchie Glorie”. Vi partecipò anche lui, insieme, con molti ex campioni come Kubler, Vietto, Di Paco, Rubiola, Knecht, Rossi, Lazaridès ecc. Durante la corsa, Louî entrò in collisione con un altro concorrente e cadde a terra rimanendo svenuto sull’asfalto. Trasportato all’ospedale di Lione, vi spirò il 7 novembre senza aver ripreso conoscenza. Il campione che aveva percorso decine di migliaia di chilometri su ogni sorta di strade, lungo salite ai limiti del possibile e giù per discese “à tombeau ouvert”, era andato a chiudere il suo destino su un pacifico circuito di periferia.
Luigi Barral venne tumulato il 18 novembre 1962 nella tomba di famiglia a Castel del Bosco. Tra la folla immensa e commossa si trovavano nomi famosi del ciclismo, come Camusso, Balmamion, Molinar, Astrua ecc., e moltissimi adulti che avevano seguito, da giovani o da ragazzi, attraverso i giornali e la radio, le imprese di Luigi Barral. Quegli adulti serbano ancor oggi una profonda gratitudine verso il loro convalligiano scomparso per i felici momenti d’entusiasmo e di passione sportiva che egli seppe offrir loro mediante la determinazione e la semplicità dell’autentico campione.