Vi parlo di questo cambio perchè è stato il "papà" di uno a noi ben più familiare, è stato il primo sistema ammesso al Tour ( dal 1919 al 1937 fu vietato qualsiasi sistema di cambiata ) e presentava caratteristiche molto moderne.
Ideato e prodotto da una società di Oscar Egg, famoso corridore, professionista dal 1911 al 1926, presenta un tendicatena a molla che agisce vicino alla guarnitura ed un deragliatore a fascetta comandato da una levetta posta sul telaio tramite un cavetto flessibile.
La levetta di comando può assumere tre posizioni prefissate quasi come i moderni cambi indicizzati.
Prodotto in quasi un milione di esemplari, ebbe vita longeva...
ecco qui una breve cronologia.
1932 - viene presentato il modello Champion
1933 - nasce il Super Champion ma con la forcella deragliatrice posta in posizione superiore ( tipo Vittoria Margherita per intenderci )
1934 - la forcella deragliatrice viene spostata in basso
1937 - viene introdotta la versione a 4 velocità
1951 - viene introdotta la versione a 5 velocità ( commercializzata soprattutto nel Regno Unito )
qui si vede il forcellino del telaio dedicato, peraltro molto simile al vittoria.....
domenica 10 febbraio 2013
venerdì 1 febbraio 2013
Columbia mod. 59 del 1899
Oggi vi presento un gioiello dei cari amici Max e Flavio.
le immagini ci mostrano una bici dalla linea elegantissima, ma oltre questo ci sono tutta una serie di soluzioni tecniche assolutamente all'avanguardia per il tempo !!
iniziamo con un pò di dati
tubo orizzontale 570 mm c/c
tubo verticale 540 mm c/c
diametro tubi triangolo 31,2 mm
carro post 500 mm
carro ant 660 mm
battuta mozzo ant 95 mm
battuta mozzo post 120 mm
reggisella diam 21.5
chiusura reggisella a controdado
piantone manubrio diam 22 mm
pneumatici 28 3/8
Columbia company, fondata da mr. Pope , Hartford, Connecticut USA
come da catalogo del 1898 in versione uomo e donna
mozzo ant. a 28 raggi con testa diritta e aggancio degli stessi come si vedrà solo un centinaio di anni dopo..... e se vi stupite di questo, guardate il posteriore !!!!
questa è un'opera di raffinatissima capacità meccanica !!!
la testa dei raggi ( 36 ) è alloggiata in una sede ricavata nel corpo del mozzo !!
si noti sul lato sx il leveraggio che aziona il freno a paletta e la legatura dei raggi per irrigidire la ruota
eccolo qua, retropedalando si azionava questo freno, sicuramente non molto performante, ma bellissimo !!
vista dal lato dx con la carenatura completa della trasmissione cardanica che corre dentro il fodero basso
ho parlato di gioiello non a caso.
Oltre alle numerose particolarità tecniche questo mezzo presenta uno stato di conservazione incredibile che ne fanno un vero "pezzo da museo "
venerdì 25 gennaio 2013
Coppi e il diavolo
Parlare di un libro di Gianni Brera è sempre difficile.
Si rischia sempre di cadere nell'ovvio.....parliamo di chi ha inventato il linguaggio giornalistico-sportivo moderno, un monumento.
Ma questo è un libro che dà di più di quello che uno potrebbe immaginarsi.
Non elenca vittorie, palmares, giri, tour....sono lasciati lì sullo sfondo, a far da cornice alla vicenda umana di Fausto.
Sì, perchè Brera ci fa conoscere l'uomo Coppi, ne veniamo a conoscere quasi l'anima.
Le sue origini, la sua forza, le sue debolezze.....il suo essere, oltre che il primo ciclista moderno, anche uomo moderno.
Brera è stato uno dei grandi cantori di Fausto, leggetevi questo suo articolo del 1949
Parigi, 26 luglio.
Così l'ha fatto il buon Dio che se tu lo vedi all'impiedi, uomo come
tutti gli altri, costretto a mantenersi umilmente in equilibrio, la tua
presunzione non se ne adonta.
La prima impressione
Su due spalle stranamente esili s'innesta il capo che neri e lisci capelli, quasi mai pettinati, paiono rendere allungato a dismisura. E il collo, che pure è sottile, quasi si perde nella secchezza della mandibola e nella nuca folta di capelli. Il torace, per una anomalia che è invece funzionale e a tutta prima non ti spieghi, via via che scende, ingrandisce, lo sterno pare carenato come negli uccelli.
Su due spalle stranamente esili s'innesta il capo che neri e lisci capelli, quasi mai pettinati, paiono rendere allungato a dismisura. E il collo, che pure è sottile, quasi si perde nella secchezza della mandibola e nella nuca folta di capelli. Il torace, per una anomalia che è invece funzionale e a tutta prima non ti spieghi, via via che scende, ingrandisce, lo sterno pare carenato come negli uccelli.
Ancora ogni normale linea anatomica viene smentita in lui da un
improvviso dilatarsi delle anche, dall'assenza totale di un ventre che
minimamente sporga, da una brevità del tronco allorché l'uomo è
all'impiedi, che rende vistosa assai la solida falcatura delle reni. E
poi queste reni brevi e potenti non paiono terminare, prosaicamente, in
glutei, ma subito si continuano in cosce di inusitata lunghezza in cui
balzano evidenti muscoli sciolti e affusolati. E sottili, nervose sono
le ginocchia, snelli i polpacci, agili le caviglie.
Come
lo vedi camminare quest'uomo, subito egli ti sembra goffo e
sproporzionato, non fatto, direi, per muoversi in terra, come tutti. Il
suo passo, alla ricerca di un equilibrio malagevole e difficoltoso è
quasi stentato e sghembo. Le braccia, assai gracili, spiovono inerti,
impacciate dalle spalle non larghe. E la tua presunzione non se ne
adonta. Piccolo comune uomo quale sei, non ti entra al suo cospetto
nell'animo l'amaro dell. umiliazione fisica, quel senso di inferiorità
che subito intimidisce e anzi talvolta annichila come di fronte
all'atleta esteticamente bello e possente.
Per comprenderlo
Per questo, forse, l'istinto induce subito ad ammirarlo. Le sue imprese sportive, quali che siano, acquistano sempre luce epica: perché l'uomo normale giustifica con l'eroismo, cioè con doti morali non sue, le superiori prodezze di chi gli appare simile.Tuttavia Coppi, fuori da ogni dubbio, uomo normale non è. E vi accorgete di questo vedendolo non già camminare, come noi tutti, bensì quando è in sella e pedala.
Per questo, forse, l'istinto induce subito ad ammirarlo. Le sue imprese sportive, quali che siano, acquistano sempre luce epica: perché l'uomo normale giustifica con l'eroismo, cioè con doti morali non sue, le superiori prodezze di chi gli appare simile.Tuttavia Coppi, fuori da ogni dubbio, uomo normale non è. E vi accorgete di questo vedendolo non già camminare, come noi tutti, bensì quando è in sella e pedala.
Ora, per comprendere Coppi, bisogna assolutamente invertire i rapporti
funzionali della bicicletta nei confronti dell'uomo. In fondo, la
bicicletta altro non è che una povera bonaria concessione alla nostra
ansia di andare. Dunque uno strumento. Non avesse avuto i gusti estetici
che sappiamo, amando per conseguenza il cavallo come il miglior modello
dopo l'uomo, forse Leonardo avrebbe concepito l'idea della bicicletta
dopo aver inventato il differenziale. La costruirono invece, utile, ma
certo antiestetico complemento della loro natura comune, uomini che il
genio non innalzava. E rimase poi sempre com'era, nel suo concetto
fondamentale: un aiuto alle nostre povere gambe negate al moto veloce.
Uno strumento suppletivo. Sinché non venne allo sport Fausto Coppi.
Congegno di muscoli
La struttura morfologica di Coppi, se permettete, sembra un'invenzione della natura per completare il modestissimo estro meccanico della bicicletta. Coppi in azione non è più un uomo, del quale trascende sempre i limiti comuni. Coppi inarcato sul manubrio è un congegno superiore, una macchina di carne e ossa che stentiamo a riconoscerci simile. Allora persino i suoi capelli che il vento relativo scompiglia, paiono esservi per un fine preciso: indicare la folle incontenibile vibrazione del moto.
La struttura morfologica di Coppi, se permettete, sembra un'invenzione della natura per completare il modestissimo estro meccanico della bicicletta. Coppi in azione non è più un uomo, del quale trascende sempre i limiti comuni. Coppi inarcato sul manubrio è un congegno superiore, una macchina di carne e ossa che stentiamo a riconoscerci simile. Allora persino i suoi capelli che il vento relativo scompiglia, paiono esservi per un fine preciso: indicare la folle incontenibile vibrazione del moto.
Il volto affilato e nervoso è un completamento della dinamica
meravigliosa cui pure obbedisce il torace a carena. Le braccia sono due
aleroni d'attacco. Non altro. Dalle reni ampie e falcate, dalle anche
robuste si partono i muscoli che conferiscono alle gambe di Coppi
quell'aspetto di leve disumane. Nel giro uniforme della pedalata, questi
muscoli schioccano come elastici or tesi or rilassati con arte sagace e
il brillio dei raggi, nelle due ruote, entra per la sua parte a creare
uno spettacolo di meccanica facilità e di umana vigoria che conquista.
Allorché agile procede sul piano, l'abusata immagine della locomotiva
che avanza per alternarsi di bielle in rotazione ti viene imposta da
Coppi. Allorché, dondolando ritmicamente sui pedali, si attacca ad una
salita e tu vedi Coppi al di là di ogni umano limite rinnovare l'antica
bellezza dei miti più non osi guardarlo se solo pensi che egli è, come
te, uomo. Più non osi per non sentirti a petto suo, troppo meschino. E
allora pensi spontaneo esaltarlo come un fenomeno unico dello sport: ed
esaltarti in lui che, grandissimo e ineguagliabile campione, è almeno,
come te, italiano.
Due grandi, Fausto Coppi con la bicicletta, Gianni Brera con la penna.....
mercoledì 23 gennaio 2013
Clement !!!
Arriva direttamente dal 1895 questo bicicletto di sicurezza marcato CLEMENT -Paris restaurato in maniera impeccabile da Max.
Ma diamo qualche dato
misura tubo verticale c/c mm570
diametro tubo verticale mm 25.4
misura tubo superiore c/c mm500
diametro tubo superiore mm 22
diametro tubo obliquo mm25.4
carro posteriore mm 470
carro anteriore mm 600
battuta mozzo ant mm 100
battuta mozzo post mm 130
ruote 27 x 1 1/4
catena passo Clement
dotata dell'optional del freno a tampone ( ! ) monta pignone fisso e predellino per saltare in sella dando un piccolo abbrivio....
particolare tecnico interessante : il "quadro" presenta forcella e carro posteriore con battuta mozzi "moderna" 100mm l'anteriore e 130mm il posteriore , valori che si ridurranno nelle biciclette degli anni successivi.
chissà quale motivo tecnico ha indotto i progettisti della Clement ad adottare questa soluzione tecnica ?
ed infine, da catalogo del 1895 ( anch'esso...) immagine del modello qui presentato..
sabato 19 gennaio 2013
Giovanni Valetti....diamo un aiuto !!
Comunicato stampa
16-01-13
L’Associazione Culturale H12 di Vinovo presenta il progetto di crow dfunding per il
documentario “Giovanni Valetti, il campione dimenticato” in collaborazione con
www.produzionidalbasso.it
L’Associazione Culturale H12 si occupa di produzioni cinematografiche a impatto sociale e locale. Negli
ultimi anni, ha realizzato diversi eventi in collaborazione con istituzioni locali.
Il 22 settembre 2013 si celebra il centenario dalla nascita di Giovanni Valetti, campione di ciclismo nato a
Vinovo, vincitore di due Giri d’Italia consecutivi nel 1938 e nel 1939.
L’Associazione H12 realizzerà un documentario sulla vicenda sportiva ed umana di questo atleta
dimenticato. Il tema del ciclismo eroico degli anni ’30 sarà inserito in un contesto storico più ampio, quello
dell’Italia fascista e della Guerra, allo scopo di raccontare una storia unica e appassionante, ricca di
chiaroscuri. Le imprese ciclistiche di Valetti, primo vero avversario di Gino Bartali, sono un punto di
partenza per raccontare ciò che siamo stati, come popolo.
Il crowdfunding è una forma innovativa di finanziamento dal basso. Chiunque può diventare produttore e
partecipare con un contributo minimo di 40 euro alla realizzazione del documentario. Se sarà raggiunto il
totale richiesto, il progetto sarà finanziato.
L’H12 rivolge un invito a partecipare a questa nuova forma di produzione “dal basso”, collegandosi al sito
www.produzionidalbasso.com e ricercando il progetto “VALETTI”. Oppure recandosi su
www.h12.it/giovanni_valetti.html
Dati tecnici
La fase di pre-produzione del documentario si è protratta per tutto il 2012. La fase di produzione inizierà a febbraio
2013, mentre la post-produzione inizierà a partire dal mese di Aprile 2013. Parteciperanno al documentario noti
giornalisti sportivi, ex-ciclisti ed esperti. Oltre alle interviste si farà ricorso a vari materiali d’epoca, dalle riprese del
Cinegiornale dell’Istituto Luce alle pubblicazioni di quotidiani e riviste sportive. La premiere del documentario si terrà
Domenica 22 settembre 2013 a Vinovo, nell’ambito di un grande evento celebrativo per ricordare Giovanni Valetti.
Sinossi
Giovanni Valetti, classe 1913. Nel 1938 vince il Giro d'Italia e il Tour de Suisse. Nel 1939 pure. E come avversario un
certo Bartali. Un campione del ciclismo, un eroe del suo tempo. Ma di Giovanni Valetti, a differenza di molti altri
campioni, rimane poco o niente. Quasi nulla nella memoria collettiva, poco nella memoria degli addetti ai lavori.
Eppure la figura di Giovanni Valetti è affascinante, protagonista di episodi mitici nella storia del ciclismo, in un’era
fatta di sudore, fatica e scarsi guadagni. Ma come mai il mito di Valetti non è giunto fino a noi? Come mai di lui oggi
non si sa più niente? Il documentario si avventura nella ricostruzione storica, per suggerire alcune suggestive ipotesi, e
intende raccontare il sapore dell’epopea del ciclismo storico, attraverso la ricostruzione degli eventi che hanno
segnato la vita di Valetti come sportivo e come uomo.
Per info
www.h12.it
info@h12.it
Ufficio Stampa
Simone Gigiaro 335.1732784
Gabriele Monaco 338.7310210
giovedì 17 gennaio 2013
Giovanni Micheletto
....a proposito del quarto moschettiere, ecco un libro che mi è appena arrivato.
Gli ho appena dato una scorsa e devo dire che se prima mi stava simpatico, dopo solo poche pagine è diventato un mito oltre che come atleta, anche come uomo.....
domenica 13 gennaio 2013
il quarto moschettiere.....
Giovanni "nanè" Micheletto, detto il "conte di Sacile" fu il quarto componente della squadra Atala vincitrice del giro d'Italia del 1912 (nonostante il ritiro di Ganna ), unica edizione corsa a squadre.
Uno dei più forti atleti della sua epoca,osannato dal pubblico al pari di Ganna e Petit Breton, primo italiano a vincere una classica in linea all'estero, la Parigi - Menin,
A certificare il suo valore la vittoria del giro di lombardia del 1910, e della prima tappa del tour del 1913.
Prototipo del corridore gentlemen, in caso di guasto meccanico o foratura, spesso buttava la bici nel fosso e si sedeva all'ombra aspettando che qualcuno lo andasse a prendere......
Di lui Eberardo Pavesi disse che avrebbe vinto molto di più se non si fosse distratto ad ogni frusciar di gonna........
......quanto mi sta simpatico........
Uno dei più forti atleti della sua epoca,osannato dal pubblico al pari di Ganna e Petit Breton, primo italiano a vincere una classica in linea all'estero, la Parigi - Menin,
A certificare il suo valore la vittoria del giro di lombardia del 1910, e della prima tappa del tour del 1913.
Prototipo del corridore gentlemen, in caso di guasto meccanico o foratura, spesso buttava la bici nel fosso e si sedeva all'ombra aspettando che qualcuno lo andasse a prendere......
Di lui Eberardo Pavesi disse che avrebbe vinto molto di più se non si fosse distratto ad ogni frusciar di gonna........
......quanto mi sta simpatico........
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