venerdì 13 settembre 2013
Vianzone
Vianzone è un nome noto ai collezionisti, ma forse non tutti ne conoscono la storia, che coinvolge due generazioni di questa famiglia.
Tutto inizia con Costantino Vianzone (1860-1919) costruttore e riparatore di carri e carrozze che aveva bottega a Borgaro nei pressi di Torino.
L'abilità nella lavorazione del legno viene ovviamente in aiuto a Costantino, quando all'apparizione dei primi bicicletti e forse non potendo permettersi di acquistarlo decide di costruirselo.
La struttura è la classica dei primi bicicletti a trave centrale, con tirante al movimento centrale.
Le uniche parti in ferro sono il tirante ed i foderi bassi posteriori.
La trasmissione è veramente un'opera di genio !
Una catena a maglie semicircolari che ingaggiano su di un tambuto di legno dotato di barrette !!
Da quanto riportato da A. Gardellin in "storia del Velocipede e dello sport ciclistico" Padova 1946 , questo veicolo venne costruito nel 1884 ergo è il primo bicicletto di ideazione italiana.
Se dalla mia pessima descrizione avete capito poco, il bicicletto è esposto al " museo dei Campionissimi" di Novi Ligure, donato dai discendenti della famiglia che lo hanno conservato con cura negli anni.
Purtroppo questo rimase un esemplare unico ad uso di Costantino, che continuò nella sua attività di carradore.
Costantino ebbe nove figli, che andarono a bottega nell'azienda di famiglia.
Due anni dopo la morte del padre, nel 1921 i fratelli fondano ufficialmente la ditta "Fratelli Vianzone" che nell'arco degli anni successivi si specializzerà nella costruzione di cerchi in legno per cicli da corsa e turismo, cerchi in legno per aeroplani, motociclette, volanti in legno per automobile e parafanghi per bici da corsa.
Comunque l'articolo trainante rimarrà il cerchio per bicicletta prima in legno e poi in alluminio.
Bisogna aspettare il 1938 per vedere la seconda bicicletta ideata dalla famiglia: si tratta del modello "Hirundal" (hirundo=rondine+al ,alluminio ) realizzata interamente in alluminio (eravamo nel pieno del periodo autarchico, l'acciaio serviva purtroppo per l'industria bellica) e come nel bicicletto si è usata l'inventiva familiare!
Il quadrilatero del telaio era formato dall'accoppiamento di due sottili tubi assemblati mediante congiunzioni meccaniche !
Il tutto senza saldatura,a quei tempi assai difficile su questo materiale.
Il telaio doveva ricordare quello di questa foto.
Probabilmente la complessità costruttiva e quindi il costo elevato fecero si che ne furono prodotte molto poche, personalmente non ho notizie di esemplari esistenti.
Una supposizione...non è che deriva da questo modello il nome del telaio corsa da donna, chamato appunto rondinella, caratterizzato dai due tubicini discendenti ?
A questo punto entra in gioco la grande esperienze fatta con il legno lamellare dei cerchi; perche non sostituire i tubicini in alluminio con un nastro in legno curvato ad hoc ?
Nasce la "Littorina autarchica 900" (nome ispirato da una automotrice diesel orgoglio delle ferrovie italiane...) la bicicletta tutta di legno, che tutti voi conoscerete bene.......
Ps. Un sentito ringraziamento ad un discendente della famiglia che oltre a raccontarmi i suoi ricordi, mi ha fatto conoscere il lavoro di ricerca svolto da G.Genazzini per il 13mo congresso ICHC ,Munster 2002
domenica 8 settembre 2013
Racconigi...un anno dopo
Giusto un anno fa l'associazione faceva la sua prima comparsa pubblica in quel di Racconigi !
Per onorare questa piccola ricorrenza saremo di nuovo presenti per le vie del centro, domenica 15 Settembre, con una piccola mostra ed altro.....
Per intanto un ringraziamento all'organizzazione di Racconigi eventi per averci voluto di nuovo......
mercoledì 28 agosto 2013
martedì 9 luglio 2013
Cuneo , 5 - 6 -7 Luglio
E' stato un weekend molto faticoso, ma anche molto gratificante !!
In occasione della granfondo Fausto Coppi, che si svolge tutti gli anni a Cuneo, siamo stati invitati dall'organizzazione ad esporre le nostre biciclette nella bellissima piazza Galimberti, magnifica cornice dell'evento.
Tre giorni in cui ci ha accompagnato un caldo torrido, ma nonostante il fattore climatico i visitatori sono stati moltissimi,soprattutto nelle ore serali.
Un sentito ringraziamento a tutti i soci che hanno prestato il loro tempo all'associazione, permettendoci di affrontare un impegno "pesante"
Al prossimo appuntamento !!
In occasione della granfondo Fausto Coppi, che si svolge tutti gli anni a Cuneo, siamo stati invitati dall'organizzazione ad esporre le nostre biciclette nella bellissima piazza Galimberti, magnifica cornice dell'evento.
Tre giorni in cui ci ha accompagnato un caldo torrido, ma nonostante il fattore climatico i visitatori sono stati moltissimi,soprattutto nelle ore serali.
Un sentito ringraziamento a tutti i soci che hanno prestato il loro tempo all'associazione, permettendoci di affrontare un impegno "pesante"
Al prossimo appuntamento !!
mercoledì 19 giugno 2013
la Canavesana !!
Domenica 16 giugno ad Albiano d'Ivrea si è svolta la Canavesana, manifestazione ormai nota agli appassionati, apprezzata particolarmente per il suo bel percorso . L'AVP in collaborazione con gli organizzatori, ha allestito una mostra con biciclette di varie epoche, nella zona vicino al traguardo.
Ecco i momenti prima della partenza, due i percorsi, 55 e 105 km
il percorso più lungo risulterà molto impegnativo, richiedendo ai partecipanti più di sette ore in sella !!!
non è mancata la colazione "eroica" a base di salame e toma con innaffiatura di rosso.....
un ringraziamento sentito ai soci ed agli amici dell'associazione che con il loro lavoro , nonostante le temperature torride, hanno contribuito alla bella riuscita della manifestazione.
mercoledì 12 giugno 2013
Mostra cicli d'epoca alla Canavesana
in occasione della " Canavesana" domenica 16 giugno, l'Associazione Velocipedistica Piemontese organizza una mostra di bici d'epoca.
vi aspettiamo, intervenite numerosi !!
giovedì 6 giugno 2013
...Ghiggini...genio sconosciuto
Era sicuramente un uomo creativo e tenace, come i moltissimi che hanno reso proverbiale il made in Italy.
Ma andiamo con ordine.....
Nasce a Lerici nel 1896 sin dal 1914 motorista navale, lavora per 30 anni alla Oto Melara di La Spezia, malato di meccanica ma non solo....
Aveva anche il ciclismo nel sangue, ammirando gli atleti che a volte vedeva passare dalle sue parti impegnati nella difficoltosa operazione della cambiata.
Tutti voi conoscete il cambio Vittoria e le sue varianti e sicuramente questo attrezzo non era facile da adoperare !
"perchè bisogna tribolare in quel modo ?" si sarà chiesto il buon Francesco, e studiandoci sopra e partendo dall'idea dei Nieddu realizza questo:
un deragliatore che permetteva di cambiare pedalando in avanti migliorandone sicuramente la funzionalità !!
Questo cambio, prodotto in piccole serie ( e brevettato nel 1937 ) fu anche usato da alcuni corridori in corse minori, (forse da Luigi Barral da come mi sembra di ricordare aver letto su alcune cronache..)
Intanto continua a lavorare su un'idea che gli gira per la testa, deposita ancora due brevetti nel 38 e nel 41...."sistema cinematico a parallelogramma articolato"
a cui si riferisce la prima immagine ....
Si vedono i germi del moderno deragliatore posteriore, anche se ad onor di cronaca (ne parleremo in un prossimo articolo ) esempi di cambi a parallelogramma articolato ce ne sono di antecedenti.
Ghiggini però lo vede in maniera più simile alla forma definitiva, nella sua forma più moderna.
Comunque dopo aver depositato il brevetto non riesce a produrlo e tutto rimane fermo fino al 1950, anno in cui entra in trattativa con il noto fabbricante Giuseppe Olmo di Celle Ligure.
Venuto a conoscenza della cosa , si fece vivo Tullio Campagnolo, reclamando il possesso di un brevetto del tutto simile.
Che sia così o che Tullio abbia sapientemente riconosciuto ed acquistato una eccellente innovazione tecnologica, fatto sta che Campagnolo acquisto i brevetti di Francesco Ghiggini per una somma, allora considerevole di 500mila lire, all'epoca ci si comprava una casa !
Come per tutti i prodotti di successo è stata necessaria un'idea vincente gestita da un sapiente imprenditore ,onore dunque a Campagnolo per aver tirato fuori da quest'idea quell'oggetto meraviglioso che è il cambio Gran Sport.
Il nostro Ghiggini è vissuto sino alla veneranda età di 93 anni , e mi piace pensare che ogni volta abbia veduto una bicicletta dotata di cambio abbia sorriso......
Ma andiamo con ordine.....
Nasce a Lerici nel 1896 sin dal 1914 motorista navale, lavora per 30 anni alla Oto Melara di La Spezia, malato di meccanica ma non solo....
Aveva anche il ciclismo nel sangue, ammirando gli atleti che a volte vedeva passare dalle sue parti impegnati nella difficoltosa operazione della cambiata.
Tutti voi conoscete il cambio Vittoria e le sue varianti e sicuramente questo attrezzo non era facile da adoperare !
"perchè bisogna tribolare in quel modo ?" si sarà chiesto il buon Francesco, e studiandoci sopra e partendo dall'idea dei Nieddu realizza questo:
un deragliatore che permetteva di cambiare pedalando in avanti migliorandone sicuramente la funzionalità !!
Questo cambio, prodotto in piccole serie ( e brevettato nel 1937 ) fu anche usato da alcuni corridori in corse minori, (forse da Luigi Barral da come mi sembra di ricordare aver letto su alcune cronache..)
Intanto continua a lavorare su un'idea che gli gira per la testa, deposita ancora due brevetti nel 38 e nel 41...."sistema cinematico a parallelogramma articolato"
a cui si riferisce la prima immagine ....
Si vedono i germi del moderno deragliatore posteriore, anche se ad onor di cronaca (ne parleremo in un prossimo articolo ) esempi di cambi a parallelogramma articolato ce ne sono di antecedenti.
Ghiggini però lo vede in maniera più simile alla forma definitiva, nella sua forma più moderna.
Comunque dopo aver depositato il brevetto non riesce a produrlo e tutto rimane fermo fino al 1950, anno in cui entra in trattativa con il noto fabbricante Giuseppe Olmo di Celle Ligure.
Venuto a conoscenza della cosa , si fece vivo Tullio Campagnolo, reclamando il possesso di un brevetto del tutto simile.
Che sia così o che Tullio abbia sapientemente riconosciuto ed acquistato una eccellente innovazione tecnologica, fatto sta che Campagnolo acquisto i brevetti di Francesco Ghiggini per una somma, allora considerevole di 500mila lire, all'epoca ci si comprava una casa !
Come per tutti i prodotti di successo è stata necessaria un'idea vincente gestita da un sapiente imprenditore ,onore dunque a Campagnolo per aver tirato fuori da quest'idea quell'oggetto meraviglioso che è il cambio Gran Sport.
Il nostro Ghiggini è vissuto sino alla veneranda età di 93 anni , e mi piace pensare che ogni volta abbia veduto una bicicletta dotata di cambio abbia sorriso......
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