venerdì 13 maggio 2016
domenica 8 maggio 2016
La Polverosa in pista !!
Ricevo dagli amici dell'Unione Velocipedistica Parmense la notizia
dell'organizzazione di una prova su pista!
Bravi !! La pista è stata l'origine del ciclismo e merita di essere riscoperta.
Partecipiamo numerosi !!!
venerdì 26 febbraio 2016
Molinari...Bis !!!
Eccoci qua a mostrare un'altra Molinari, e ringrazio Umberto per averci inviato le foto!
Più o meno degli stessi anni di quella mostrata precedentemente, presenta forcellini Vittoria e attacco saldato per cambio Vittoria, purtroppo ha perso la sua verniciatura di cui si vede solo qualche piccola traccia.
Le congiunzioni sono lavorate nello stesso modo...da artista!
Molinari aveva bottega in via Frejus 15 a Torino, attivo dai primi anni 20 sino agli anni 60 è stato un esponente di spicco di quella generazione di artisti del cannello torinesi quali Beltramo, Picchio, Pelà, Giamè, Paratella e Villata per citare i più famosi.
Pare che seguisse parecchi giovani e che ai più promettenti facilitasse l'ingresso in squadra Frejus (Martano era uno di questi)
La bici presenta delle decal Frejus che ovviamente non sono le sue ....ma giusto per rimarcare la vicinanza con tale marchio
lunedì 22 febbraio 2016
...ancora Beltramo tipo Asso !
E rieccoci con un'altra Beltramo !! spuntano come i funghi !!
Tipo Asso, siamo alla fine degli anni 30, con degli atipici, ma a quanto pare, originalissimi parafanghi in legno.
Bicicletta rimaneggiata a livello di meccanica nel corso degli anni, è stata rimessa in sesto dal proprietario dotandola di un raro cambio brev. Raine - Savona
mercoledì 10 febbraio 2016
AUTOMOTORETRO' sabato 13 Febbraio 2016
Nella giornata di sabato 13 Febbraio alcuni soci dell'associazione velocipedistica piemontese saranno presenti con le loro biciclette presso lo stand di MICHY SMILE, una onlus in cui crediamo e che porta avanti piccoli progetti nelle zone più povere dell'Africa sub-sahariana.
Se siete in zona vi aspettiamo !!!
lunedì 8 febbraio 2016
Molinari !
Questa è una bicicletta che mi appartiene e a cui sono particolarmente affezionato ma che da anche la misura della mia pochezza come conoscitore di biciclette d'epoca !!
La storia è questa: compro da un tale una randonneuse francese anni 50, bici trascurabile ma che aveva una bellissima sella in cuoio, lo saluto faccio per andare via e quello mi chiama indietro dicendo "tieni anche questa" offrendomi un rottame verniciato con la scopa...
Non la volevo prendere, ma mi sembrava scortese rifiutare, e comunque mentre la carico, noto già che ha un mozzo giroruota !!
Arrivato a casa butto in un angolo la francese e mi concentro sul "rottame".
smonto la sellaccia ed i parafanghi incastrati a forza ed inizio ad osservare meglio il telaio; sotto uno strato di vernice spesso alcuni mm si intravedono forme armoniose!!
Nei giorni successivi smonto completamente la bicicletta e noto che lo spesso strato di vernice in alcuni punti è saltato e si intravede un colore celeste....
Armandomi di pazienza e di un bisturi la vernice non avendo legato con lo strato sottostante è venuta via tutta !!!
Come si può vedere si erano salvati anche dei filetti !!
Purtroppo non è presente nessuna decal o perlomeno non si è salvato niente, ma il telaio mostra la "firma" del telaista Molinari, il nodo sella senza congiunzione, saldato a basin, e i freni a mensola in acciaio ed i mozzi in acciaio Siamt sono marcati Molinari.
Scatola movimento con ingrassatore e , strano per l'epoca, passaggio guaina interno per il freno ( ma a Torino in quel tempo erano avantissimo ! )
Il telaio, leggerissimo, pare di costruzione metà anni 30 (il numero seriale inciso sulla scatola movimento inizia con 34, sarà una coincidenza....) ed è completato da una guarnitura corsa 50 denti strettissima!
Oltre che al recupero del telaio ed una generale pulizia e lubrificazione, ho dovuto rifare la raggiatura delle ruote recuperando i cerchi per copertone in alluminio, trovare un manubrio in ferro con relative leve, sella in cuoio e copertoni.
Pensare che non la volevo prendere !!!
La storia è questa: compro da un tale una randonneuse francese anni 50, bici trascurabile ma che aveva una bellissima sella in cuoio, lo saluto faccio per andare via e quello mi chiama indietro dicendo "tieni anche questa" offrendomi un rottame verniciato con la scopa...
Non la volevo prendere, ma mi sembrava scortese rifiutare, e comunque mentre la carico, noto già che ha un mozzo giroruota !!
Arrivato a casa butto in un angolo la francese e mi concentro sul "rottame".
smonto la sellaccia ed i parafanghi incastrati a forza ed inizio ad osservare meglio il telaio; sotto uno strato di vernice spesso alcuni mm si intravedono forme armoniose!!
Nei giorni successivi smonto completamente la bicicletta e noto che lo spesso strato di vernice in alcuni punti è saltato e si intravede un colore celeste....
Armandomi di pazienza e di un bisturi la vernice non avendo legato con lo strato sottostante è venuta via tutta !!!
Come si può vedere si erano salvati anche dei filetti !!
Purtroppo non è presente nessuna decal o perlomeno non si è salvato niente, ma il telaio mostra la "firma" del telaista Molinari, il nodo sella senza congiunzione, saldato a basin, e i freni a mensola in acciaio ed i mozzi in acciaio Siamt sono marcati Molinari.
Scatola movimento con ingrassatore e , strano per l'epoca, passaggio guaina interno per il freno ( ma a Torino in quel tempo erano avantissimo ! )
Il telaio, leggerissimo, pare di costruzione metà anni 30 (il numero seriale inciso sulla scatola movimento inizia con 34, sarà una coincidenza....) ed è completato da una guarnitura corsa 50 denti strettissima!
Oltre che al recupero del telaio ed una generale pulizia e lubrificazione, ho dovuto rifare la raggiatura delle ruote recuperando i cerchi per copertone in alluminio, trovare un manubrio in ferro con relative leve, sella in cuoio e copertoni.
Pensare che non la volevo prendere !!!
venerdì 13 novembre 2015
Il Diavolo Rosso...errata corrige !
Eh sì....rileggendo questo post, a distanza di tempo, mi sono reso conto di aver commesso un paio di errori: i fatti in questione non si riferiscono al 1907, ma bensì alla prima edizione del Giro di Lombardia, del 1905.
Il distacco dai furibondi inseguitori era stato di 40'11'' e non di oltre un'ora come ho scritto...sì, non cambia la sostanza, ma conoscendo il suo carattere non vorrei che il diavolo si arrabbiasse !!
Il Diavolo Rosso
Una faccia che i suoi avversari conoscevano bene. e temevano...
perche il ribaldo pur di soddisfare la sua fame di vittoria ricorreva a modi spicci e a volte al limite della correttezza.
tanto da pagarne le conseguenze nella sua carriera,con numerose squalifiche,ultima quella pesantissima di due anni nel 1907.
In fuga,nel monferrato, durante una gara, piomba nel bel mezzo di una processione, sfiorando vecchine e santo. Il parroco gli grida dietro "Achi l'è cul là ? Al Diau ?" Ecco nato il mito.
Carlo Bergoglio, "Carlin" il famoso caricaturista, disse " Ne fecero un diavolo per non farne un dio"
Sicuramente furbo, ma meticoloso nella preparazione e nello studio del percorso e delle debolezze dei suoi avversari.
Ecco cosa racconta alla "Gazzetta" nel 1922,quindici anni dopo, a proposito del Giro di Lombardia del 1907
"Da Lodi a Crema sul fianco della strada c'era il binario del tram. In mezzo al fango alto così non si poteva marciare ,pioggia a dirotto per tutta la gara . Tra le rotaie invece tutto bello.Io che osservavo sempre tutto ho visto subito che la ci doveva essere il punto da sfruttare.E studiai bene. Ho provato a marciare tra le rotaie.Si filava benone. C'era un tratto dove le rotaie erano alte sulla strada. La ruota di dietro girava. Bisognava scendere. E proprio lì c'era il bivio dove si doveva lasciare la strada."
"Al sabato mattina sono tornato là. Dove cominciavano le rotaie alte,ho preso della terra e del fango e per qualche metro l'ho messo contro le rotaie. Ecco fatto il passaggio !!! Per riconoscere il punto ho scortecciato un palo telegrafico. A Lodi vado in testa ,mi metto nelle rotaie e tutti gli altri dietro. Ecco il palo. Allora io urlo, faccio segno di rallentare, fingo un ostacolo. Li tengo a dovere, e salto in mezzo proprio per quel passaggio."
"Gli altri ridevano a vedermi faticare nel fango. Ma adesso loro dovevano venire in mezzo alla strada, si urtano, Cuniolo cade. Altri gli vanno addosso. E io scappo."
A Crema aveva due minuti di vantaggio e la corsa era decisa.
"Mi sono persino fermato a Varese per fare colazione !"
Dopo 230 km alle 16.08 taglia il traguardo di Milano con oltre un'ora di distacco su Rossignoli, Ganna e Galetti alla media di 24,970.
Un gran bel tipo.
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